Via Francigena. Da Abbadia San Salvatore a Centeno.

Posted: 27 aprile 2019 by Jennifer

Il vero problema è che passiamo senza neanche farci caso dall’età in cui si dice “un giorno farò così” all’età in cui si dice “è andata così”

Dopo aver ricevuto una cartella esattoriale a casa abbiamo deciso spontaneamente di proseguire il nostro cammino sulla Francigena partendo da Abbadia San Salvatore. Durante il cammino, con due magliette e due pantaloni nello zaino, passa veloce la rabbia e si riesce a focalizzare meglio le cose davvero importanti nella vita. I soldi perdono valore quando si è emersi nella natura, nel silenzio totale e con un panorama mozzafiato. Per questa volta, proprio per avvicinarsi un po’ di più al essere pellegrino, abbiamo deciso di prenotare degli alloggi più semplici. Tanto mi serve un letto, WiFi e una doccia. Basta che sia carino, pulito e vicino alla Francigena. Infatti nel Lazio è molto più semplice trovare qualcosa che non sia un Hotel e nemmeno un ostello. Vi svelerò in questi giorni tre alloggi carini in cui dormirò insieme alla Maia.

 

Partiamo. Ci svegliamo a Firenze prestissimo. Alle cinque siamo in macchina con direzione Abbadia San Salvatore. Ci mettiamo circa due ore. Parcheggiamo la macchina in un posticino nascosto dove può stare per tre giorni e ci mettiamo in cammino dopo una bella colazione. Andrò  a visitare l’Abbadia al mio ritorno spero. Ho visto delle foto e deve essere davvero stupenda.  Il primo tratto della Via Francigena è bellissimo. Inizia su strada asfaltata, ma poi proseguiamo su un percorso immerso in una natura stupenda. Le colline sono più rude della Toscana, ma sono altrettanto bellissime. Abbiamo attraversato tutta la Val di Paglia ammirando le torre di Radicofani sul cuccuzzolo della montagna.

Dietro di noi il monte Amiata sempre coperto di nuvole. E’ un percorso rilassante e riusciamo completamente a staccare la spina. La strada è diritta senza altre vie, pertanto basta camminare sempre lungo il percorso segnato. Non serve telefono, ne GPS per la prima parte. E cerchiamo di concentraci sulla bellezza che ci circonda. E’ incredibile non incontriamo nessuno per tutto il tratto. 
Attenzione però la segnaletica non è più precisa come quella toscana e assicuratevi ogni tanto con l’app della Via Francigena che state sulla retta via. 
Ci fermiamo a pranzo sotto un cespuglio e vi suggerisco di prestare attenzione alle zecche. Ne ho visto due sulla Maia e menomale che l’ho protetta prima di partire.

Oggi è molto caldo e vi consiglio davvero, in caso in cui veniste con un peloso, di programmare il vostro cammino ormai per settembre- ottobre. Nessun albero che da un po’ di ombra e infatti la Maia al chilometro 15 inizia a cercare un posto per ripararsi dappertutto. Decido di metterla in borsa con la testa bagnata per darle un breve passaggio. La porto io un pezzetto anche perché da Ponte a Rigo ci sono molti tratti dove dover camminare su un stretto lato della Via Cassia. Fermatevi a Centeno è minuscolo ma molto carino e ci si dovette fermare addirittura Galileo Galilei per la quarantena a causa dell’epidemia della pesta a Siena. Ci trovate anche un punto con l’acqua per potersi rinfrescare. L’ultimo pezzettino della Via Francigena, che dobbiamo percorrere fino ad arrivare al nostro alloggio, è tutta sulla Via Cassia. Dovrebbero mettere in sicurezza questo pezzetto. È molto pericoloso, visto che le macchine ci frecciano accanto ad almeno 90 al ora.

Alloggio Pellegrini (AirBnB) Via Cassia 
Il mio alloggio si trova proprio sul percorso della Francigena e sono felice di potermi fermare. L’appartamento è molto carino, pulito e semplice. C’è la cucina, un salottino, un bagno e la camera da letto. Sono degli alloggi riservati ai pellegrini del agriturismo Le Spighe. Il titolare Francesco è davvero molto gentile. Mi ha raccontato tante curiosità del luogo. Già nel tempo della Via Francigena le case erano presenti e mi fa un certo effetto sapere che dormo in uno di questi alloggi. 
In questa parte del agriturismo vengono ospitati solo Pellegrini con credenziali. Francesco ha accettato carinamente anche non avendoli, perché gli è sembrato giusto accettarci visto che camminiamo anche noi. 
I credenziali non li ho mai cercati durante il mio cammino.  Già nella vita di tutti i giorni ci vogliono certificati per ogni cosa. È bello pero che il pellegrino qui abbia un prezzo favorevole e apprezzo davvero questa politica. 
La sera avrei dovuto andare a cena fuori alla Dogana a Centeno, ma siamo troppo stanche. Francesco mi ha lasciato una torta fatta da loro per coalizioni e non vedo l’ora di svegliarmi. 

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