Da Castiglione D’Orcia ad Abbadia San Salvatore

Posted: 13 marzo 2019 by Jennifer

La montagna più alta rimane sempre dentro di noi (Walter Bonatti)

Sapevo che l’ultima tappa sarebbe stata quella più difficile.
Da Castiglione D’Orcia ad Abbadia di San Salvatore.


Infatti da quando avevamo iniziato il nostro cammino sbirciavo in lontananza il Monte Amiata e mi chiedevo se avesse fatto la scelta giusta. 
Avevo letto su internet che la deviazione per Abbadia San Salvatore fosse un tratto molto impegnativo e sopratutto superasse di ben otto chilometri la soglia che avevo prefissato come limite da fare al giorno per la Maia. Durante il cammino cercavo di cacciare questa preoccupazione, mi piace affrontare il problema sul monte e non prima, ma forse avevo davvero sottovalutato questo tratto di percorso. Infatti sulla salita del Monte Amiata avrei avuta la conferma di aver davvero esagerato. 
Partiamo da Castiglione D’Orcia la mattina prestissimo con la brioche in mano. Per la colazione avemmo dovuto fare già una salitona e non ne avevo voglia. 
Dopo Castiglione D’Orcia ci si tuffa subito in paesaggio naturalistico bellissimo. Dolcissime colline verdi divisi solo da strade bianche e cipressi. Meravigliosa e rilassante il percorso. Il tratto che reputo il più bello in assoluto. Nessuna macchina solo natura, vento, sole e bellezza. 
Cambia tutto quando inizia la variante per Abbadia San Salvatore. Ho scelto questa soluzione sopratutto per il collegamento in l’autobus con la stazione di Siena dove avevo lasciato la mia macchina. Solo da qui esiste una via diretta senza dover cambiare, che ci porta in circa due ore e mezzo a Siena. 
Questo voleva pero dire di avere da adesso, dopo dieci chilometri percorsi, altri tredici da percorrere. Valutate davvero bene se potete affrontarlo. Voi e vostro peloso dovete essere molto allenati. Non fatelo con sole caldo o sotto la pioggia. Noi siamo arrivate davvero al limite delle nostre forze e se dovessi rifarlo, sarei più saggia e mi fermerei a Bagni di San Filippo per la notte o prenderei il percorso storico fino a Radicofani, che sarebbero soli otto chilometri da qui. 
Da questo punto la natura cambia radicalmente e anche la segnaletica. Tutto sarà molto più rude, accompagnato da un odore di zolfo nauseante che salgono su dalle Therme di Bagni San Filippo.


Utilizzate un App, che vi segue durante questo cammino, per non rischiare di perdervi. Io ho utilizzato Terra Map che utilizzo sempre. Mancano tante volte le indicazioni e le pietre della Via Francigena non esistano come guida infallibile. Ho trovato addirittura un pezzo chiuso, visto che in questo punto la Via Francigena passa in una proprietà privata, e ho dovuto scavalcare delle recinzioni con la Maia in braccio. 
Sono tredici chilometri quasi sempre in salita. Bisogna attraversare il versante senese del Monte Amiata. Dopo il versante ci sono altre salite, stranamente quasi mai discese. Il sentiero non sarebbe difficile da percorrere se non fosse tutto in salita. Abbiamo addirittura trovato la neve lassù. 
Un pochino prima di avvivare, camminando già a passo di lumaca, ho preso la Maia in braccio. Mi sono sentita un irresponsabile verso di lei e in dovere di rimediare a questo mio errore, caricandomi il suo peso sulle mie spalle. Mi sembrava il minimo che potesse fare.
Arrivate esauste ad Abbadia San Salvatore ci sorprende una città bellissima. 
Piccola e antica. Questa variazione della Via Francigena venne creato per rafforzare le vie per Roma e Abbadia San Salvatore ebbe la duplice funzione di controllo e protezione della via. Già nel 800 l’esercito di Carlo Magno colpito dalla peste, fu curato al interno dell’Abbadia. 

Piccolo Hotel Aurora.  Il loro sito web qui
Per arrivare al nostro albergo bisogna salire un altro pezzetto. Abbiamo scelto il piccolo Hotel Aurora per il suo centro benessere. 
Infatti appena arrivate, mi butto subito al interno della Sauna finlandese, per rilassare la mia schiena a pezzetti. Andateci, è molto bellino. L’unica pecca è il supplemento per la Maia, oltre il costo della camera, sono di trentacinque euro a soggiorno per la pulizia finale. Mi sembra un po’ esagerato. Forse ho lasciato più peli in camera io rispetto alla Maia. Sinceramente non ne vedo la necessità di applicarlo quando si accettano animali. La Maia non può accedere alla sala colazioni e per protesta non ci andremo ne io ne lei.

Oggi invece, dopo una notte di buon riposo, sembriamo camminare sulle uova tutte e due.
Stamattina torniamo a Firenze con l’autobus, ma vi consiglio di fare un break per un giorno, nel caso in cui voleste proseguire il cammino sulla Via Francigena. La Maia ha davvero bisogno di un giorno di riposo e penso che questo dovrebbe essere il nostro pensiero e cura principale. 
Domani vi racconteremo come siamo tornate a casa e forniremo dei preziosi consiglio per chi di voi vuole fare questa meravigliosa esperienza. Con o senza peloso.

Ieri il nostro percorso è stato
Questo se avete voglia di rileggere il nostro percorso di ieri

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